La “stanza giapponese” alla galleria Paradisoterrestre, con opere di Tatsunori Kano

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Spazio ibrido, tra galleria e showroom, la galleria Paradisoterrestre è lontana dall’essere il classico “white cube”. Vi invitiamo a scoprire il nostro ultimo allestimento e in particolare la “stanza giapponese”.  Nella nostra più ampia sala, piena di luce proveniente dalla bellissima terrazza, le opere di Tatsunori Kano – artista giapponese di base a Bologna – convivono con pezzi di design dal nostro catalogo e dall’archivio storico.

Realizzati tra il 2020 e il 2021, i dipinti materici di Kano – acrilici su tela – raffigurano simboli universali quali il cerchio, l’arco e la scacchiera.

Due opere sono in aperto dialogo con il sistema di sedute Marcel: divani, poltrone e pouf disegnati dall’architetto giapponese Kazuhide Takahama, che come Kano visse a Bologna ed è considerato dall’artista uno dei suoi maestri, insieme a Dino Gavina.

Nelle parole di Kano:

“Sono molto fortunato ad aver conosciuto questi due personaggi, due uomini creativi, molto diversi per i loro caratteri, amici tra loro; mi hanno affettuosamente incluso. Perciò è stato il loro aiuto a farmi scoprire la mia originalità e a formare la mia vita creativa. In differenti momenti ho visto come avrebbero reagito con il loro punto di vista estetico e i loro gusti essenziali. Dino Gavina aveva un gusto schietto e amava il cibo genuino. Il suo sguardo lineare raccoglieva l’essenzialità. L’architetto Takahama  raccoglieva nella sintesi delle linee il suo gusto raffinato. Tutti e due odiavano la banalità. Tutti e due li ho sentiti come maestri. Uno di loro mi parlava a volte sgridandomi e mi provocava: ¨Non devi essere troppo serio!¨ Ma non era un invito a giocare. L’altro maestro diceva, ma esattamente non diceva, dovevo capire nello spazio tra le righe, ma chiedeva senza parlare. Che cosa è la bellezza? Per il mio occhio giapponese è stato un modello di vita creativa vissuta all’estero. Mi sono allenato per circa venticinque anni nella palestra di Bologna con due maestri indiscutibilmente severi ed eccezionali.”

– T.K. 24 Febbraio 2022

La terza opera di Kano abita da sola una parete altrimenti spoglia, ma guardando attentamente potrete notare come il dipinto risuoni con l’architettura circostante.

Pezzo centrale nella stanza giapponese è un raro grande tavolo Bisanzio di Hiroyuki Toyoda. Proveniente dalla sala riunioni di un’azienda bolognese, il tavolo è attorniato da un set di 6 sedie Kazuki di Kazuhide Takahama. 

L’allestimento della stanza è completato da due credenze di Afra e Tobia Scarpa, pezzi unici realizzati appositamente per un importante appartamento di una cittadina lombarda negli anni ’60 (pubblicato sulla rivista Ottagono – Ottobre 1967) e dal mobile contenitore Kaidan, anch’esso disegnato dall’architetto Takahama per Gavina.

 

Tatsunori Kano

La produzione artistica di Tatsunori Kano si svolge in armonia con un’intensa forza estetica che spazia su grandi tele e carte sagomate, ceramica e scultura di ispirazione ambientale e in performance. Tatsunori Kano, nato nel 1954 a Hiroshima in Giappone, si specializza in pittura alla Nihon University nel 1977. Inizia nel 1980 un viaggio in Europa e risiede attualmente a Bologna. È presente nelle collezioni pubbliche di: Università degli Studi di Bologna; sezione di Arte Orientale Museo di Palazzo Poggi – Sistema Museale di Ateneo Alma Mater Studiorum Università di Bologna; The University of Tokyo; The University of Welfare, Hiroshima; Museo del Vino, Torgiano; Museo della Ceramica, Castelli; Gioyo Bank, Giappone; Kamome Shinyou Bank, Giappone; Culture Center, Comune di Mihara; Museo del territorio, Faenza; University of State, Washington.

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